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Insubria
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Lmwgg'mwgwInsubriacite-ref-2[2] è una mwiaregione storica non univocamente definita, con cui viene designato il territorio anticamente abitato dagli mwiqInsubri, popolazione che si stanziò in epoca protostorica nella regione compresa fra il mwigPo e i laghi prealpini a partire dal mwiwIV secolo a.C. o addirittura pre esistente alle invasioni gallo-celtiche e facente parte della mwjqcultura di Golaseccacite-ref-3[3], cui mwkgTito Liviocite-ref-4[4] attribuisce la mwlwfondazione di Milano.

Inoltre per Insubria si può anche intendere:

• il territorio del mwmwDucato di Milanocite-ref-5[5] esistito, con mutamenti territoriali, tra il mwoa1395 e il mwoq1796;
• l'area in cui si parla il mwowdialetto lombardo occidentale della mwpalingua lombarda;
• la mwpgprovincia di Milanocite-ref-6[6] o, per estensione, l'intera Italia settentrionalecite-ref-7[7];
• la mwsaRepubblica cisalpina o parte di essacite-ref-8[8];
• la Terra dei Laghi - parzialmente coincidente con la mwtgRegio Insubrica - che comprende il Canton Ticino, le Province italiane di Verbano-Cusio-Ossola, Novara, Varese, Como, Lecco, e la Valchiavenna.

Contents

Storia
Note

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Storia

Gli Insubri

Numerosi altri autori greco-latini parlano dell'antica popolazione degli mwvqmwvgInsubrescite-ref-9[9], tra cui mwwwPolibio, il quale li definisce come il più grande mwxaethnos a nord del Po,cite-ref-10[10], mwyqGaio Plinio Secondocite-ref-11[11], mwzgStrabonecite-ref-12[12]. Questi autori però, non nominando mai il territorio di questo popolo col nome di mwawInsubria, riportano notizie scarse e spesso in contraddizione tra loro, collocano gli mwbamwbqInsubres in varie zone dell'area prealpina, come mwbgPolibio, che dice mwbwsituato nei dintorni delle mwcafoci del Po. Anche la mwcqmwcgTabula Peutingeriana riporta la scritta mwcwInsubres, ma la colloca lontano da mwdamwdqMediolanum, in una zona nei dintorni di mwdgmwdwEporedia. In effetti questo territorio era abitato in epoca preistorica e protostorica anche da altri popoli, come gli mweaOrobi, i Comenses, i mwegLeponzi, gli mwewElvezi, i mwfaReti, i Bergalei, i mwfqLevi, i mwfgMarici e i mwfwLiguri, di cui è possibile stabilire, seppur in maniera approssimativa, le epoche storiche di appartenenza e i confini dei loro rispettivi territori.

È probabile che Tito Livio identificasse negli mwiaInsubres un'organizzazione più ampia, un mwiqfoedus, composta dalle numerose tribù cisalpine di cui conosciamo i nomi che riconoscevano negli Insubri la supremaziacite-ref-13[13].

L'mwjwarcheologia contribuisce ai pochi dati documentali. Nel territorio compreso tra i fiumi mwkaSerio ed mwkqAdda ad mwkgest e quello della mwkwSesia ad mwlaovest e dalle vallate alpine del mwlqToce, del mwlgTicino e della mwlwMoesa a mwmanord fino al mwmqPo a mwmgsud, a partire dal mwmwX secolo a.C. si sviluppò una civiltà omogenea chiamata mwnacultura di Golasecca in cui vanno inglobati i mwnqLeponzi e gli Insubri. Tra la fine del V e gli inizi del IV secolo una migrazione di nuove popolazioni mwngceltiche transalpine, i mwnwGalli portatori della mwoacultura di La Tène, attraversarono le Alpi ed invasero questi territori causando la decadenza della civiltà golasecchiana, inglobando quindi anche Leponzi ed Insubri. Nonostante ciò, il nome degli Insubri rimase a rappresentare il popolo celtico stanziato nella Lombardia occidentale e, insieme a quello dei galli transalpini nuovi arrivati, viene citato in diverse forti storiche come il popolo che resistette fino alla fine alla supremazia romana e che si alleò con Annibale durante la seconda guerra punica.

La romanizzazione

Gli mwowInsubri, insieme alle popolazioni galliche, entrarono in conflitto con i Romani (mwpaGuerre romano-celtiche) le cui mire espansionistiche si prefiggevano di giungere alla cresta delle Alpi. Nel mwpq225 a.C. la coalizione venne sconfitta prima a mwpgTalamone, poi nel mwpw222 a.C. a mwqaClastidium e mwqqAcerrae.

Questa occupazione fu molto breve, poiché quattro anni dopo mwqwAnnibale trovò negli Insubri degli alleati fedeli. Il cavaliere insubre mwraDucario nel mwrq217 a.C. compì la vendetta del suo popolo uccidendo il console mwrgGaio Flaminio Nepote, colpevole di aver promosso politiche e campagne anti-celtiche. Solo nel mwrw194 a.C., dopo la pausa delle mwsaguerre puniche, Roma riportò la vittoria finale contro gli Insubri grazie al console mwsqValerio Flacco.

Da questa data l'Insubria (mwswAger insubriumcite-ref-14[14]), insieme a tutte le terre abitate dai Galli, entrò a far parte della provincia romana della mwuqGallia cisalpina. Nel 42 a.C. la provincia venne infine abolita e integrata nell'mwugItalia romana.cite-ref-15[15]

Il processo di romanizzazione fu lento ma implacabile. La cultura autoctona riuscì a sopravvivere ancora per qualche secolo solo nelle vallate alpine più periferiche lontano dalle principali vie di comunicazionecite-ref-16[16]. L'archeologia mostra che solo nel I secolo d.C. si assiste a una romanizzazione più matura, per cui, per esempio, si rendono più sporadiche le attestazioni dell'identità celtica dei defunti nei corredi tombali, ormai localizzate solo nelle aree alpinecite-ref-17[17]. Gli Insubri sottoscrissero con i mwyaRomani dei mwyqmwygfoedera aequa, con i quali riconobbero la supremazia dell'occupante e ottennero in cambio l'integrità del loro territorio, non sottoposto a deduzioni coloniali, in cambio garantirono ai Romani la loro assoluta e perenne fedeltà. Inoltre, le strade mwywPostumia ed mwzaAemilia, parti importanti della nuova rete infrastrutturale romana, evitarono il territorio insubrecite-ref-18[18]. Nel periodo mw0qaugusteo gli insubri erano ancora sepolti con fibule in stile mw0gLa Tène; ugualmente gli strumenti di lavoro e le ceramiche, mentre si diffonde l'uso di mw0wbalsamari e anfore di tradizione romanacite-ref-19[19].

L'alto medioevo

Il processo di romanizzazione può essere considerato concluso quando, nel 286 d.C., mw2gMilano diventa una capitale dell'Impero romano per nomina di mw2wDiocleziano, status mantenuto fino al 402 d.C., anno in cui mw3aOnorio trasferisce la sede imperiale a mw3qRavenna.

La regione venne prima integrata nel regno di mw3wOdoacre, poi passò ai mw4aVisigoti e infine tornò di nuovo sotto il controllo romano, con la conquista della regione da parte dei generali mw4qbizantini durante la mw4gguerra gotica.

Nel 568, con la discesa dei mw5aLongobardi, l'assetto politico e giuridico romano subì una profonda mutazione, che portò a costituire una nuova identità più vasta, a designare l'intera Valle Padana nel suo complesso, desunta dal quella del nuovo popolo germanico: mw5qLangbard, o mw5gLombardiacite-ref-20[20]. Le successive frammentazioni politiche del mw6wRegnumcite-ref-21[21] ridussero il concetto stesso di Lombardia al suo territorio più centrale.

Il Ducato di Milano

In seconda battuta il nome Insubria può essere riferito al territorio del mw-wDucato di Milano (mw-a1395-mw-q1796)cite-ref-22[22]cite-ref-23[23].

Nel periodo di massima espansione, all'inizio del Quattrocento sotto mwaqcGian Galeazzo Visconti, comprendeva tutta la mwaqgLombardia (ad esclusione di mwaqkMantova); nell'attuale mwaqoPiemonte: mwaqsVercelli, mwaqwNovara, mwaq0Alessandria ed mwaq4Asti; in mwaq8Veneto: mwaraVerona, mwareVicenza e mwariBelluno; in mwarmTrentino i soli territori di mwarqRiva del Garda; in mwaruEmilia-Romagna: mwaryPiacenza, mwarcParma, mwargReggio Emilia e mwarkBologna; in mwaroToscana: mwarsPisa, mwarwLucca e mwar0Siena; in mwar4Liguria: mwar8Sarzanacite-ref-24[24] e in mwasqSvizzera: il mwasuCanton Ticino e la parte dei mwasyGrigioni di lingua italiana (mwascVal Mesolcina, mwasgVal Bregaglia, mwaskVal Poschiavo e mwasoVal Calanca)cite-ref-25[25].

Dal XIV al XVII secolo, presso i letterati della corte ducale milanese, i termini mwataInsubres e Insubria furono utilizzati per conferire la coscienza di una unità e identità nazionale superiore alle ancor vive autonomie comunali.

Insubria definì così il cuore dell'allora vasto Ducato di Milano, come testimoniato negli scritti di mwatyBenzo di Alessandria, mwatcGiovanni Simonetta, mwatgBernardino Corio e mwatkAndrea Alciato. Ma anche dopo il tramonto dell'indipendenza milanesecite-ref-26[26], l'identità insubre non scomparì. A metà del Settecento, mwat4Gabriele Verri ne ribadì l'importanza con l'espressione, posta in testa alle sue opere: "mwat8Insubres sumus, non latini"cite-ref-27[27].

Nel mwauu1766 la compositrice milanese mwauyMaria Teresa Agnesi Pinottini scrisse il dramma in due atti mwaucL'Insubria consolata: componimento drammaticocite-ref-28[28].

La Repubblica cisalpina

Pochi anni dopo, nel mwau41797, in occasione della nascita della mwau8Repubblica cisalpina, mwavaNapoleone fa battere dalla mwavezecca di mwaviMilano una medaglia celebrativa con la dicitura sul dritto "All'italico" e sul retro "All'Insubria Libera" e un'allegoria della Repubblica francese, raffigurata come donna elmata, assistita, alla sua destra, dalla Pace che pone il berretto frigio sul capo della nuova repubblica: questa è condotta da un genietto e ai suoi piedi ha una cornucopia.

mwavqGiovanni Torti scrisse nel mwavu1801 la canzone mwavyPer la proclamata libertà dell'Insubria inneggiante alla mwavcRepubblica Cisalpina e a mwavgNapoleone liberatorecite-ref-29[29]. Similmente fece mwav0Gabriele Rossetti nello stesso periodocite-ref-30[30]. Anche il quindicenne mwawiAlessandro Manzoni nel mwawmDel trionfo della libertà del mwawq1801 citò più volte l'Insubria riferendosi alla mwawuRepubblica cisalpinacite-ref-31[31] esaltando gli ideali della mwaworivoluzione francese.

Linguistica

A partire dal mwaxeXIX secolo è comune l'uso di definire l'Insubria dal punto di vista linguisticocite-ref-32[32], come il territorio in cui prevale il gruppo mwaxyoccidentale, alla cui testa sta il mwaxcmilanese, della mwaxglingua lombarda. Questo gruppo di dialetti è citato appunto come mwaxkdialetto insubre. Da un punto di vista linguistico l'Insubria presenta una unità che non è invece ricalcata dai confini amministrativi e statuali, poiché anche in mwaxoProvincia di Novara, in mwaxsProvincia del Verbano-Cusio-Ossola e in mwaxwCanton Ticino e nei Grigioni sono storicamente parlati i mwax0dialetti occidentali della mwax4lingua lombarda.

Questo è giustificato dalla comunanza di queste aree al milanese e in particolare ai cinque secoli di appartenenza statuale al mwayaDucato di Milano, precedentemente alle attuali divisioni amministrative, che risalgono in parte alla costituzione delle mwayeregioni amministrative italiane, che hanno confermato l'accorpamento di mwayiNovara e del Verbano alla mwaymRegione Piemonte come fu decretato dalla mwayqPace di Rastatt e dalla sua applicazione nel trattato di Baden nel 7 settembre mwayu1714cite-ref-33[33].

Usi in età moderna

«Nel fabricar de le superbe mura

De la prima Città ch'abbian gl'Insubri
Uscì da i fondamenti un gran Cinghiale
Mezzo di pel setoso, e mezzo ignudo
Onde Milan chiamossi
Da gli Hedui, o Borgognoni
o pur da i Franchi
Da cui l'origine hebbe,
Che altri di mezza lan dir potrebbe.»


La parola Insubria è stata a lungo considerata un sinonimo per il territorio del mway4Ducato di Milano, soprattutto in epoca mway8rinascimentale. Nel mwaza1592 Gaudenzio Merula riconosce i suoi connazionali negli mwaziInsubri abitanti il mwazmDucato di Milano che persero il mwazqCanton Ticino a inizio del mwazuXVI secolo per mano dei Confederati Svizzeri: "mwazyBilizio adesso si chiama Bellinzona e una volta era sottomessa agli Insubri, ma in seguito alla debolezza dei comandanti ... ritornò sotto il controllo degli Elvezi"cite-ref-34[34]. Lo stesso fa mwazsBonaventura Castiglioni nel suo mwazwGallorum Insubrum antiquae sedescite-ref-35[35] in cui parla apertamente di mwaaeStato insubre e di mwaaiinsubri per riferirsi al Ducato di Milano e ai suoi abitanti nel mwaamXVI secolo. Similmente fa mwaaqPietro Verri nella sua mwaauStoria di Milano edita nel mwaay1835cite-ref-36[36].

Il Regno degli Insubri dell'Ariosto

Vedi qui Alberto, invitto capitano
ch'ornerà di trofei tanti delubri:
Ugo il figlio è con lui, che di Milano
farà l'acquisto, e spiegherà i colubri.
Azzo è quell'altro, a cui resterà in mano
dopo il fratello, il regno degli Insubri.
Ecco Albertazzo, il cui savio consiglio
torrà d'Italia Beringario e il figlio.
Ludovico Ariosto, L'Orlando Furioso, Ferrara, Giovanni Mazocco, 1516, Volume I, canto III, 26.

Prima ancora, nel mwaa01676, Antonio Lupis scrisse mwaa4Gli eroi dell'Insubria, ouero, Le celesti merauiglie del gran santuario & insigne monastero di mwaa8Meda nella vita de santi Aimo e Vermondo Corii, nobili milanesicite-ref-37[37]. È invece del mwabq1765 la mwabuDissertationes pertinentes ad Insubriae antiquitates di Guido Ferraricite-ref-38[38].

Nel primo Novecento il termine ha un periodo di mwabsrevival, che combacia con l'inizio di studi storici e territoriali. Ne parla Giovanni Baldi nel mwab01906cite-ref-39[39]; viene promossa una rivista chiamata "Insubria", che si occupa di promuovere il turismo e la cultura dei laghi prealpini; nel mwaci1937 Angelo Bellini pubblica mwacqUomini e cose d'Insubria: studii, ricerche, documenticite-ref-40[40].

Alla fine degli anni sessanta a Milano vengono fondate le mwacoEdizioni Insubria s.r.l.cite-ref-41[41], che si occupano principalmente di pubblicazioni illustrate.

Usi contemporanei

Il termine cadde in certo oblio fino agli mwadeanni novantacite-ref-42[42], quando mwadyInsubria è tornato in auge in corrispondenza di una serie di iniziative, prima fra le quali la fondazione (mwadc1995) della succitata comunità di lavoro transfrontaliera, la "mwadgRegio Insubrica", con lo scopo di valorizzare degli elementi culturali, economici e sociali che uniscono la mwadkSvizzera Italiana e le province italiane di confine.

La riscoperta moderna del termine mwadsInsubria si debiterebbe a un ricercatore mwadwceltista, Emanuele Pauletti (1956-2006), il quale affermò che "gli Insubri sono un popolo che non sa di esserlo"cite-ref-43[43]. Almeno dal mwaee1997 aveva organizzato un'associazione apolitica denominata mwaeiInsubriacite-ref-44[44].

Il quotidiano mwaegLa Prealpina, seguito poi da altri, inserì una pagina quotidiana intestata all'Insubria, riportando notizie di cronaca politica sovralocale.

Nel mwaeo1996 si registra la costituzione dell'Associazione Culturale Terra Insubre con sede a Varese, che ha nel suo programma la diffusione e la promozione della storia e dell'ambiente del territorio insubre a un vasto pubblico. Nel mwaes2009 conta circa 1500 soci, sei distaccate (mwaewMilano, mwae0Marcallo con Casone, mwae4Verbano-Cusio-Ossola, mwae8Como, mwafaNovara, mwafeCanton Ticino)cite-ref-45[45] e un'omonima rivista trimestrale. A partire dal 2007 Terra Insubre organizza, annualmente, nel mese di maggio il Festival dell'Insubria, nel quale vengono affrontate tematiche economiche, sociali, culturali ed ambientali dell'Insubria.

Degli stessi anni (14 luglio mwafc1998) è l'istituzione dell'mwafgUniversità dell'Insubriacite-ref-46[46].

A partire dai primi anni Duemila, alcuni esponenti politici hanno promosso o discusso la possibilità di costituzione istituzionale dell'Insubria e/o dell'acquisizione di autonomia politica e/o amministrativa. Nello stesso periodo, è stata anche proposta la creazione di una Corte d'appello dell'Insubriacite-ref-47[47].

Il 27 luglio mwagm2004 la compagnia aerea mwagqDarwin Airline ha battezzato il suo primo mwaguSaab 2000 col nome di "Insubria", celebrando contestualmente la sua adesione alla mwagyRegio Insubricacite-ref-48[48].

Dal 1º gennaio mwagw2016, a seguito della riorganizzazione delle Aziende Sanitarie Locali nella mwag0Regione Lombardia, venne costituita la Azienda Territoriale Sanitaria (ATS) Insubria, unendo le ASL di mwag4Como e mwag8Varesecite-ref-49[49]cite-ref-50[50].

Nel maggio 2016 il WWF ha organizzato la propria sezione di mwahkMilano e della Lombardia centro-settentrionale come "WWF OA Insubria"cite-ref-51[51].

La Regio Insubrica

In epoca contemporanea il termine viene anche utilizzato come sinonimo del territorio della comunità di lavoro transfrontaliera mwaioRegio Insubrica, "mwaisEuroregione" istituita nel mwaiw1995 tra le province di mwai0Varese, mwai4Como, mwai8Verbano-Cusio-Ossola, mwajaLecco, mwajeNovara e il mwajiCanton Ticino, ovvero la regione dei laghi a cavallo fra la mwajmSvizzera e l'mwajqItalia dove si parla la mwajulingua italiana e il mwajydialetto insubrecite-ref-52[52].

Si tratta di una associazione di diritto privato conforme alla dichiarazione di Madrid del mwajw1980 sulla cooperazione transfrontaliera che si prefigge di promuovere la cooperazione e l'integrazione nella regione italo-svizzera dei laghi prealpini (mwaj0Lago di Como, mwaj4Lago di Lugano, mwaj8Lago Maggiore). L'attuale simbolo della Regio rappresenta sei mwakapittogrammi ognuno ad indicare le 6 regioni (nell'ordine Ticino, Como, Varese, Verbano, Cusio e Ossola).

Note

cite-note-numeri-11. Dati mwakkISTAT 2005; dati mwakoUSTAT per Repubblica e Cantone Ticino; dati ORMO e Annuario del Cantone dei Grigioni
cite-note-22. Termine da considerarsi appartenente solo alla mwak8lingua italiana fino a pochi anni fa. La voce infatti è inesistente nei vocabolari lombardi: Francesco Cherubini, mwalaVocabolario milanese-italiano, Dall'Imp. regia stamperia, Milano, 1840. Giuseppe Banfi, Francesco Cherubini, mwaleVocabolario milanese-italiano ad uso della gioventù, Presso la Libreria di educazione di A. Ubicini, Milano, 1857. Eugenio Cappelletti, mwaliVocabolario milanese-italiano-francese Dalla Tipografia Boniardi-Pogliani di E. Besozzi, Milano, 1848. Pietro Monti, mwalmVocabolario dei dialetti della città e diocesi di Como: con esempi e riscontri di lingue antiche e moderne, Società tip. de' classici italiani, Milano, 1845. Cletto Arrighi, mwalqDizionario milanese-italiano col repertorio italiano-milanese, HOEPLI EDITORE, 1978.
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cite-note-2727. mwasmDe Ortu et progressu juris Mediolanensis prodromus, 1747. In F. Venturi, mwasqSettecento riformatore: da Muratori a Beccaria si afferma che mwasuGabriele Verri con questa formula era riuscito ad esprimere in modo particolarmente efficace quel senso di distacco dalla tradizione classica che permeò le nazioni italiane in quegli anni, nella gelosa e chiusa difesa della loro storia e individualità.
cite-note-2828. L'opera fu scritta in onore delle nozze che affermarono Governatore di Milano l'arciduca mwaskFerdinando d'Asburgo-Este, unitosi a mwasoMaria Beatrice d'Este il 15 ottobre mwass1771 nel mwaswDuomo di Milano
cite-note-2929. Armando Balduino, mwataStoria letteraria d'Italia, l'Ottocento, PICCIN, 1990, pag. 69.
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Collegamenti esterni

• mwa3iSito della Comunità di lavoro Regio Insubrica, su regioinsubrica.org.
• mwa3qSito dell'Università dell'Insubria, su uninsubria.it.
• mwa3ySito dell'associazione culturale Terra Insubre, su terrainsubre.org.